La mitica casetta
Dario D'Amato e Beppe Geraci nella casetta appena svegliati
Lele Mosso alla Torre di Varigotti
Le foto sono tratte dall'archivio di Eros Soro che qui ringraziamo
DOSSIER AdP* su un'esperienza nella banlieu torinese
La mitica casetta
Dario D'Amato e Beppe Geraci nella casetta appena svegliati
Lele Mosso alla Torre di Varigotti
Le foto sono tratte dall'archivio di Eros Soro che qui ringraziamo
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Stiamo assistendo con frequenza a un modo particolare di agire (distruttivo) tipico dell'uomo, che impegna se stesso al fine di risolvere i conflitti e, così facendo, ne origina invece, con aberranti paradossi, altri più grandi. Paradossalmente, a conclusione di questo estemporaneo sfogo, ecco emergere una speranza:
più l'uomo evolve e più ha la possibilità di guerreggiare sempre meglio, purtroppo, ma anche ha la possibilità di realizzare sempre meglio la pace... quella vera!
Riempie il nostro cuore di speranza pensare alla notte di Praga, quando un'intelligente e ironica azione di pace ha fatto fallire un piano di guerra: vennero modificati e stravolti tutti i cartelli della segnaletica stradale per disorientare coloro che vagano armati, perché ancora non hanno trovato... la via della pace.
Dario Coppola
Questo articolo è stato pubblicato nel giugno 1993 su Panorama Obiettori
La Falchera, così chiamata perché in tempi remoti era una zona boschiva nella quale si constatava la presenza di falchetti, durante le varie fasi di urbanizzazione e di accoglienza degli immigrati, è stata gradualmente trasformata in un quartiere periferico, grazie al contributo di vari enti, tra i quali l'INA-Case. Si è provveduto alla costruzione di caseggiati che riprendono lo stile svedese, con prati che richiamano (alla lontana) paesaggi inglesi.
Il gruppo O.d.C. (Obiettori di Coscienza) Caritas, che opera nella borgata, ha organizzato un corso di formazione al volontariato, durante la stagione 1992-93, che ha visto partecipare, di volta in volta, diversi competenti che si occupano del disagio giovanile al fine di prevenirlo o di contrastarlo. Il corso è iniziato a ottobre con un incontro sul tema "Conoscere il territorio in cui operare" in cui è intervenuto il dottor Luciano Tosco, direttore dei Servizi Sociali di Falchera, che ha affrontato la problematica, presentando l'impegno delle strutture pubbliche per il quartiere e il rapporto che intercorre fra la circoscrizione e privato-sociale (cioè il volontariato).
Dopo dieci anni di intemperie e le continue incursioni dei ragazzi la baracchetta di via degli Ulivi 25 è ridotta in uno stato di fatiscenza. Non ci sono più acqua, luce, riscaldamento, il pavimento è marcito e il tetto non offre più riparo dalla pioggia. La Caritas aveva trovato un alloggio provvisorio, di proprietà del Cottolengo, in strada delle Maddalene 366, dove la comunità Falchera ha vissuto per circa sette mesi ma, alla fine di settembre, è arrivato inesorabile lo sfratto. Inutilmente gli O. d. C. hanno tentato una mediazione per ottenere il permesso di rimanere fino a che si fosse trovata una soluzione decorosa e adatta alle esigenze di una comunità complessa come la nostra (mancanza di orari fissi, impegni serali, ecc.).
C'è un limite alla facile strumentalizzazione? All'utilizzo delle risorse destinate a chi non ha voce in capitolo (come i minorenni, ad esempio)?

"Alla mia famiglia. Ai miei studenti. A quanti frequentano il liceo classico e il ginnasio e vivono nel quartiere di Torino Falchera E2 e Falchera Vecchia. E a quanti ho incontrato, durante il mio servizio civile (tra dolori e gioie) entusiasmante a Falchera".



